Apes.tv, la webtv dell’Accademia di Urbino
by matteofinco
Una tv in rete, appena inaugurata, che sfrutta non solo il sito dell’Accademia di Belle Arti, ma anche i vari canali offerti dal web 2.0. Youtube per intenderci, ma anche Vimeo, e, ovviamente, i social network, Facebook su tutti. Inoltre, una proiezione d’eccezione al festival del cinema di Pesaro: tre minuti, un assaggio del lavoro che ha tenuto impegnate più di venti persone un anno intero. E che le ha portate a realizzare una serie di interviste e riunirle in un documentario di 50 minuti.
Il nome del progetto è emblematico. “Apes” significa “scimmie”. Vuol dire che questo è il tentativo di fare un’informazione diversa, che torni all’origine e all’immediatezza delle cose, ripulita dai vezzi e dai difetti dell’informazione mainstream, quella, per intenderci, dei grandi media generalisti. Come la scimmia è venuta prima dell’uomo, così l’informazione che Apes.tv vuol fare è essenziale, immediata, semplice e diretta. Soprattutto, che parta dai vissuti, dalle storie vere delle persone.
Così hanno fatto gli allievi del professor Emanuele Bertoni. Al secondo anno di corsi hanno sviluppato il progetto multimediale lungo tutto l’anno.
Dopo aver pensato il format e messo a punto il cammino da percorrere, si sono divisi i compiti, secondo le proprie attitudini (intervistatore, testi e contenuti, art director riprese e montaggio, fotografie, redazione web) e sono usciti dai laboratori per incontrare la gente di Urbino. Il tema: la crisi economica. Più attuale di così! Hanno intervistato i cosiddetti esperti, il direttore di banca, il promoter finanziario, persone con titoli di studio, lo studente, il ricercatore, ma anche la gente comune: il fruttivendolo, il pensionato. Poche domande: cosa pensavano della crisi, se sapevano come aveva avuto origine, se immaginavano quali potevano essere le soluzioni. Uno stile che punta all’essenzialità, come spiega il professor Bertoni, “decontestualizzando i luoghi, manipolando l’immagine per arrivare ai volti, usando una fotografia realista e oggettiva, per concentrarsi sulle risposte”.
L’intenzione era capire come la gente percepisce e recepisce l’informazione mainstream e i singoli temi della comunicazione. E farlo attraverso “un progetto tecnologico e tecnico in rete, per realizzare una rete televisiva sul web. Sperimentando la gestione di un palinsesto all’interno dell’Accademia”.
Apes è anche l’acronimo di arte, politica, economia, società. Sono gli ambiti che il progetto ha attraversato, e che vuole continuare ad indagare. Perché questa è solo la prima serie di interviste. Altre ne verranno. Nonostante le difficoltà, il budget ridottissimo (il progetto è patrocinato dall’Accademia) e la stanchezza per il lavoro che si è protratto agli sgoccioli dell’anno accademico, i ragazzi e il professore sono soddisfatti. “Noi siamo straottimisti” dice Arianna, che ha ricoperto il ruolo di intervistatrice. “Il lavoro è stato interessante, abbiamo imparato moltissimo. Lavorare in gruppo ti fa capire tante cose: metti le tue capacità al servizio di qualcosa che serve a tutti quanti”.
La consapevolezza che i giovani reporter e artisti hanno maturato è chiara: la necessità di un’informazione diversa.
“Abbiamo notato – prosegue Arianna – che le persone più istruite e quelle attive professionalmente nel mondo dell’economia erano più inserite nel loro ruolo e avevano convinzioni più radicate, mentre le altre fornivano informazioni più sintetiche ma partivano con più facilità dalla propria esperienza quotidiana: i prezzi, i soldi che sembrano non bastare mai, le difficoltà nel fare la spesa e far quadrare i conti. Noi abbiamo cercato di riunire un insieme di persone in grado di rappresentare l’intera società. Tante volte sei inserito troppo nel tuo ruolo e non riesci ad avere uno sguardo complessivo. Così invece, siamo riusciti a renderci conto di cose che prima non vedevamo”.
C’è anche stato qualcuno che non è stato al gioco, che non si è voluto mischiare alla massa, non indossando la maglietta bianca con il logo del progetto, che i ragazzi chiedevano di infilarsi a tutti. Forse potete immaginare chi sia. Qui però non lo troverete. Se volete saperlo, non vi resta che guardare le interviste (http://apes.accademiadiurbino.it).
[articolo ridotto su Il Ducato, numero 9, giugno 2009, p. 10]